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Coro Cai Valmalenco
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Coro Cai Valmalenco
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Via Roma 116
23023
Chiesa in Valmalenco (SO)
3294159411

Info Generali

 La rivitalizzazione della coralità alpina oggi risponde ad un esigenza fondamentale: è quella che il sociologo Baumann definisce ”bisogno di comunità”, che la modernità ha in qualche modo neutralizzato e impoverito, ma è costitutivo della condizione umana.

Queste le parole di Annibale Salsa, presidente generale del Club Alpino Italiano, che sono da monito ad ogni gruppo che dice di essere un coro. Il canto è un’occasione indispensabile per condividere un impulso innato che porta il corista a dare il meglio di sé a favore di tutto il gruppo. È un’esperienza di partecipazione emotiva che porta a fare del canto corale qualcosa di vivo, sincero e autentico.

Ancor più perché è “CAI”, il nostro coro è riconoscente alle montagne che ci circondano; suscitano un fascino e un equilibrio che li accomuna al canto. Vivere, abitare la montagna significa anzitutto avere in comune un ambiente, un territorio prezioso ma a volte ostile. E il canto, nella sua dimensione sociale e comunitaria, risveglia comportamenti di solidarietà e unità.

Io vedo nel canto corale alpino un occasione per riaffermare la nostra passione per la montagna, ma soprattutto un impegno per vedere nella montagna un grande contenitore di culture valligiane e montane.

Sì, il canto è custode autorevole che tiene in vita la tradizione e la storia delle nostre genti in tutti gli aspetti della vita quotidiana come nei momenti tragici, sempre con un atteggiamento di profondo e commovente rispetto. Quasi un fissare nella memoria qualcosa di caro che non si vorrebbe perdere o addirittura una strategia per richiamare ricordi cattivi ed esorcizzarli.

Al riguardo riporto il titolo di tre canti, scritti dal nostro presidente Silvio Gaggi e armonizzati da Francesco Sacchi, maestro illustre e armonizzatore lecchese, là dove realtà e storia della Valmalenco si intrecciano in un condensato di ricordi e melodie ricchi di fascino: La strada del vino (il passo del Muretto), La Madonnina (dedicata alla Madonna delle Grazie di Primolo) e El lavégèe (il laveggiaio, antica professione propria della Valmalenco di tornitore di pietra ollare).

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  Quello che mi piace del coro è lo spirito di gruppo, l'amicizia che accomuna tre generazioni: nonni, padri, figli.

    Ed è ai giovani che il pensiero va ...

    Il merito è di tutti coloro che fanno parte e che hanno fatto parte del coro, inchinandomi verso quelli che dall'alto ci danno la carica e l'entusiasmo.

    Un grande grazie va ai direttori che si sono succeduti: Don Silvio Bradanini, Walter Sem, e l'attuale maestro Carlo Pegorari, e a tutti i coristi.

    L'invito è di continuare con perseveranza sapendo superare ogni difficoltà con l'augurio di camminare leggeri per incontrare altre realtà ed altre soddisfazioni.

il Presidente Silvio Gaggi